«Come decido chi entra al Berghain e chi no? Mi affido alle mie sensazioni»

Se vi state chiedendo come entrare al Berghain di Berlino, sappiate che tutto viene deciso da Sven Marquardt, il selezionatore più famoso del mondo, il buttafuori del club più esclusivo di Berlino. Ogni notte respinge oltre la metà delle 3000 persone che si presentano all’ingresso del tempio mondiale della techno: il Berghain.

Sul dress code e le tecniche d’approccio migliori per ricevere il benestare di Sven si sono scritte guide specifiche; addirittura qualcuno ci ha fatto un’applicazione per Smartphone. Ma lui stesso ammette di affidarsi alle sensazioni e «Le mie (sue – ndr) sensazioni cambiano velocemente e i visitatori ne soffrono».

L’ultimo capitolo della saga dell’Uomo più temuto di Berlino (così in molti hanno ribattezzato Sven) si arricchisce di un nuovo capitolo. E a scriverlo è proprio lui! Già, perché lo scorso agosto è uscita “Die Nacht ist Leben” (“La notte è vita”),  l’autobiografia di Marquardt che contiene una summa della filosofia che guida le scelte del buttafuori, insieme ad una serie di ricordi legati alla sua giovinezza in una Berlino “diversa”.

Ecco alcune delle frasi più significative del libro:

«Si è scritto molto di me e del Berghain. Devo conviverci, nel bene e nel male».

«Le mie sensazioni cambiano velocemente e i visitatori ne soffrono», scrive riguardo alla dura selezione operata ogni notte».

«Non mi preoccupo di fare entrare l’avvocato in doppio petto con la moglie vestita Gucci e Prada. Se fanno una buona impressione, li lasciamo entrare».

«Anche quando ero un punk, il mio motto è sempre stato: le madri e gli anziani prima di tutti»

«Mi ricordava “Metropolis” di Fritz Lang. Era deserto e malinconico. Semplicemente meraviglioso», scrive ricordando la sua prima volta al Berhgain, 11 anni fa.

«Quella era la Berlino che amo e che rischia di scomparire: la Berlino sporca, decadente, abbandonata»

 

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